Vini di montagna anti globalizzazione

ott  05
15

Proviamo ad immaginare un week-end via dalla pazza folla? Dove andare? Una capitale europea, un luogo esotico o riscopriamo lati in ombra del Belpaese? L’ultima che hai detto. Dagli spettacolari vigneti a forte pendenza e tutti terrazze di roccia scoscese della Valle d’Aosta il recupero di una serie di vitigni autoctoni dai nomi difficili da pronunciare, Fumin, Cornalin, Mayolet, Prié rouge (o Premetta), Vien de Nus, ed in bianco la Petite Arvine ed il Prié blanc di Morgex, ci sta regalando ottimi vini su cui vale la pena puntare senza esitazioni. Sono veri vini anti-globalizzazione del gusto, che fanno capire, meglio di mille parole, che la “biodiversità” non è solo un concetto astratto, ma si può tradurre in profumi e gusti “di montagna” che affascinano. Provare, per credere, il Cornalin 2004 della Maison Rosset di Quart. Un vino dall’energia scoppiettante, dal gusto sapido e pepato e di grande carattere. E siamo solo a Sabato! Pensate a quello che vi resta da fare e da assaggiare domani.

Storia di un grande vitigno


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2 risposte a Vini di montagna anti globalizzazione

  1. caozkvb tmuvygf scrive:

    mkhexra arwole zgsb uysrktwlp unogdy yghntpo ndyfijuz

  2. Gabriell scrive:

    blaz blaz blaz

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