
Nonostante l’aspetto inquitante, ho sempre ammirato la personalità di Donatella Versace, o come la chiamano gli americani la Madrina della moda.
Ogni sua intervista si rivela sempre molto interessante. L’ultima l’ha concessa a Stefano Tonchi, editor del T Magazine (l’inserto del New York Times) che le ha chiesto se voleva fare anche lei una collezione in collaborazione con H&M. “Me lo hanno chiesto, ma ho risposto di no”. Perchè? “Ho impiegato troppo tempo per fare di Versace un brand di lusso, non voglio confondere le idee con una collezione accessibile a tutti”.
Touché.
Comunque siamo rassicurati. Significa che il marchio si porta bene perché in termini pratici una collaborazione col colosso svedese significa:
1. fare una joint venture con LVMH o Gucci (Stella McCartney, forse Roberto Cavalli)
2. farsi un po’ di pubblicità a basso costo e far parlar di sé(Karl Lagerfeld, Viktor &Rolf)
3. promuovere un album (Kylie Minogue, Madonna).
Per fortuna niente di tutto questo per Versace, almeno finché c’è la Madrina al timone.









A proposito, ma quanto fu superflop la linea -bruttissima- di Kylie? Ricordo un H&M del nord (Zurigo? Berlino? bho) dove la linea Kylie era tutto 1-2 euro eppure nessuno comprava niente.
Anche io mi ricordo che a Copenhagen te li buttavano addosso i bikini di Kylie, ma tutto inutile..saranno rimasti in qualche stock del deserto australiano…