
Quando si pronuncia la parola hippy si pensa immediatamente ai primi fermenti rivoluzionari di una generazione che al motto di “pace” e “amore”, rifletteva il desiderio di trovare uno stile di vita alternativo, un po’come i membri della comunità di giovani “i figli dell’amore eterno” di verdoniana memoria.
Cult cinematografici a parte, la stagione estiva ripesca dai gloriosi e contestati anni ’70 l’ispirazione per una moda definita neo-hippy, ma decontestualizzati a livello politico.
Un tripudio di colori e fantasie, tessuti impalpabili, camiciole trasparenti, pantaloni a zampa, foulard e gonne gitane al grido di “mettete dei fiori nei vostri cannoni”
Nell’immagine modelli Etro, D&G e Roberto Cavalli.








