
Se le tendenze imposte dalle passerelle fossero appannaggio esclusivo di chi possiede un conto in banca a parecchi zero, noi comuni mortali non potremmo far altro che sbavare di fronte alle creazioni degli stilisti più in voga. Grazie a Dio però esistono Zara, H&M e simili che, bene o male, come Babbo Natale fuori stagione esaudiscono i nostri desideri proponendo versioni cheap di tutto ciò che in una stagione è considerato trendy.
Il britannico TopShop, a tal proposito, si è evidentemente “ispirato” ad un modello Miu Miu della primavera-estate 2008.
Non ce ne voglia la signora Miuccia, ma noi rendiamo grazie ancora una volta ai designers “fantasma” di queste grandi catene piuttosto che idolatrare chi in nome della moda si propone di spennarci.
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I designers, stilisti e sarti fanno lavoro di ricerca e di innovazione. La moda vive di questo, non di copia e incolla.
Se devo ringraziare ringrazio chi innova, chi crea nuove linee, chi propone buovi stili, proporzioni e tagli; non ringrazio chi copia, e male.
Ringrazio semmai chi mi offre capi basici a poco prezzo, il nuovo e l’innovazione costa.
Le grandi catene di distribuzione possono aiutare chi, come la maggior parte di noi appassionate di moda, vuole giocare con essa.Ma i miei grazie vanno a chi con la ben nota eccellenza della creatività e manodopera italiana, porta avanti uno dei motori del costume e della società moderna: la moda.