Il Carnevale di Jean-Charles de Castelbajac

mar  09
16

Se Carnevale non fosse passato da un pezzo potremmo prendere spunto dalle passerelle parigine ed il premio come maschera più originale sarebbe assicurato.

Peccato che la moda proposta da Jean-Charles de Castelbajac, per quanto ironica e dissacrante non possa non essere guardata con un pizzico di sconcerto per la situazione drammatica in cui versa la creatività degli stilisti, costretti a ridicolizzarsi per far parlare di sè, convinti che per guadagnarsi un posto negli anali della moda serva essere sempre e comunque sopra le righe.


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2 risposte a Il Carnevale di Jean-Charles de Castelbajac

  1. Chiara scrive:

    non so chi ha scritto questo articolo!!
    ma è sbagliato!!
    vedete la moda come qualcosa per riempire il guardaroba,
    c’è chi fa moda perchè pensa di fare arte,
    Castelbajac fa arte!
    Sono come dei quadri che puoi indossare,
    propongono un modo di vedere le cose con più ironia,
    per affrontare la vita con un sorriso..
    un modo di vedere le cose Nuovo!! positivo!!
    la creatività degli stilisti non vi preoccupate che è sempre a mille,
    basta cercarli in manifestazioni meno elitarie delle passerelle dove hanno spazio solo quelli più vecchietti un po standardizzati!!
    Meno male che c’è ancora gente come Castelbajac che ci fa sognare!!
    e gente come me a cui piace indossarlo!
    non è carnevale e mi sembra davvero superficiale e banale definirlo così…
    stiamo parlando di uno sperimentalismo concettuale che invece di essere nero e geometrico, è colorato e pieno di nuove forme..
    vedi anche A.Ruitz de la Prada e il vecchio Moschino.
    Andate avanti così il futuro sarà a colori!!
    giovane fashion designer Chiara

  2. valentina grispo scrive:

    Chiara, l’articolo è firmato e l ho scritto io. L’errore più comune è quello di confondere la creatività e l’eccentricità con l’esasperazione di queste due caratteristiche che sono imprescindibili in un fashion designer ma che ahimè vengono abusate allo scopo di stupire a tutti i costi. Quelli che tu chiami “vecchietti standardizzati” sono i mostri sacri della moda, i pilastri cella sartorialità,e credimi, se non ci fossero stati loro non potremmo vantare una storia del costume. D’accordo l’estro in passerella che fa sorridere, ma la Moda è un’altra cosa, a mio parere.

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