Il re del vintage? A.N.G.E.L.O.

mar  09
30

giacca-angeloSicuramente avrete letto il suo nome vicino ai servizi di moda dei giornali più famosi e la storia che c’è dietro a questo nome vale la pena di essere raccontata. Ora, a differenza del passato, chiunque ogni giorno può trasformarsi in ciò che preferisce, quei segni che prima erano sinonimo di una precisa condizione sociale o della più sfrenata ribellione ora non sono altro che espedienti ludici.

Uno dei primi ad intuire che questo fosse il destino dell’estetica contemporanea è stato Angelo Caroli, più famoso per l’acronimo del suo nome A.N.G.E.L.O. che troneggia su un Vintage Palace di tre piani e contenente ben 80 000 capi di abbigliamento e accessori: veramente da perdere la testa.

Un diciassettenne che vendeva ad amici e professori gli abiti usati che sceglieva nei mercatini di tutta Italia, questo è l’Angelo ora considerato l’indiscusso re del vintage mondiale. La sua sede di Lugo, in provincia di Ravenna, ospita clienti che arrivano anche dall’altra parte del mondo per poter scegliere tra i suoi pezzi rigorosamente unici e d’annata, come si direbbe per un buon vino. Ce n’è per tutti i gusti: pezzi più accessibili con prezzi alla portata dei più giovani o straordinari pezzi cult dove compaiono tutti i più grandi nomi del passato, tra cui Dior e Chanel.

L’allure che emana un abito del genere è sicuramente un valore aggiunto non indifferente: questo è il motivo per il quale ora tutto è diventato vintage, spesso trasformandosi in oggetto di superficiale generalizzazione. Ogni pezzo non ha meno di vent’anni, questa è la sua regola. La sua sezione archivio è poi riservata alle mostre e ai servizi fotografici, ed è stata una ricca fonte di studio per designer emergenti, come lo è stato Martin Margiela, e di accurata ricerca da parte di redattori e stylist. Questa sua curiosità e attenzione per il dettaglio lo ha spinto inoltre a reinventare degli abiti modificandoli, e potendoli così vendere in serie limitata.

Spesso i suoi pezzi più pregiati sono in mostra, ogni volta con un nuovo espediente ed una nuova storia da raccontare, affinché l’abito si animi scrollandosi di dosso la sua innata staticità: una mostra ispirata ai diversi generi musicali, una composta da abiti che si indossano all’aperto, e quindi esposta su un cortile innevato, un’altra ancora dedicata alla sartoria anni ’50, rappresentata dalla figura della Callas, dove compare un abito in seta giallo cosparso di farfalle trovato in un cumulo di abiti dismessi nei sobborghi newyorkesi.

Durante le fiere,poi, Angelo aiuta i giovani emergenti che si dedicano al vintage o al riciclaggio in modo nuovo e originale, dimostrando così anche la propensione a lavorare con il modernariato al quale è da poco approdato. Il suo è un lavoro di continua ricerca a caccia di tesori nascosti intrisi della storia di popoli e persone, ricco di colori e di emozioni tattili. Nessuno più di lui può essere definito il re del vintage. (la giacca nella foto è di A.N.G.E.L.O.)

Guarda la gallery Vintage

guarda dal suo sito i redazionali dov’è comparso


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3 risposte a Il re del vintage? A.N.G.E.L.O.

  1. Freeminoi scrive:

    Sono felice per questo talento del vintage ma vorrei dire al sig.A.N.G.E.L.O che il primato di aver inventato questo formidale ed insuperabile settore del vintage spetta a mio nonno che sessantanni fa ebbe la stessa intuizione…ricordo ancora quando da bambina mi divertivo un mondo a rovistare tra le montagne di abiti che venivano dall’America e di così belli, vi giuro, di non averne più visti in giro…per non parlare dei bottoni gioielli, delle spille americane piene di strass….Un sogno!

  2. CLOCHARD scrive:

    non so perchè ma quando leggo termini come trendy, fashion, cool… sento l’esigenza di correre subito in bagno!

  3. Grazia DEJA VU' scrive:

    Sei un grande, mi piacerebbe un sacco lavora con te o per te, peccato che siamo così lontani. Baci Grazia

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