

La forza di Armani è quella di rinnovarsi continuamente rimanendo fedele alla sua idea di stile e senza cadere nella tentazione di cedere all’ultima tendenza. Negli anni le sue giacche si sono gradualmente accorciate e avvitate e questo è un esempio di come stia proprio nel cambiamento impercettibile la coerenza del suo stile. Grigi, beige e greige, per cui è famoso lo stilista, descrivono l’eleganza informale del tailleur destrutturato di metà anni ’70. Ma il suo stile è fatto anche di contrasti elaborati, fiori e fantasie esotiche degne di una moderna Sheherazade. L’oriente è sempre stato vicino alla sua filosofia fatta di semplicità ragionata, un insieme armonico e delicato. E il Sol Levante l’ ha scelto, a sua volta, attraverso i buyers e di un pubblico adorante.
La sua è una femminilità discreta che va dalla giacca destrutturata di taglio maschile, agli smoking e agli ampi pantaloni a palazzo, passando a trasparenti e preziosi tessuti, sino ad arrivare ad un romantico “Privé”.
E’ stato testimone e fautore dell’imporsi di Milano come crocevia della moda internazionale e della nascita dell’ Italian Style, vedendo così Parigi perdere il primato che deteneva da secoli. Il ’74 con la sua prima sfilata, e lo stupore che suscitò, diede inizio alla storia di uno di quei successi che permetterà all’ Italia di ottenere il primato mondiale in fatto di moda, non facendo così rimpiangere la Sala Bianca come unico evento isolato. Il suo successo, in buona parte, lo deve ad American Gigolò, che negli anni ’80, lo ha nominato portavoce del rigore informale dell’american style. Le sue giacche destrutturate sembravano nate per farsi largo su un affollato marciapiede di New York, complice un contesto sociale che l’Italia stava ancora metabolizzando. Ora, vincendo tutte le sfide, è ancora qui.









Se dovessi partecipare alla notte degli Oscar sarebbe il mio abito…