Gianni Versace nel ’74 era considerato uno dei più promettenti stilisti emergenti dove metteva in pratica quello che aveva appreso da ragazzo nell’ atelier di sua madre dove imparò a modellare l’ abito senza ricorrere al figurino. La sua era un’ irrefrenabile ricerca che riscopriva il classico reinventandolo con colori vibranti.
Dal ‘ 78 mette in scena degli accostamenti innovativi: pizzi e pelle, tessuti tecnici e jeans, plastica e strass, pellicce e vinile, sete dalle stampe rinascimentali e pvc.. L’ 82 ha visto per la prima volta sfilare dei capi drappeggiati in maglia metallica mentre nel ’91 gli abiti sono segnati da tagli. Ogni sua sfilata era attesa come un happening dove la colonna sonora era spesso scelta tra i successi delle sue tante amiche rock star tra cui Madonna, George Michael e Elton John. Nel ’93 fu nominato miglior stilista del mondo, era amatissimo dalla stampa, dal pubblico e dalle donne, al contrario dei suoi vestiti la sua è una personalità discreta che gli permette di conquistare, non solo con le sue scelte stilistiche, ma anche con la sua umiltà. Umile anche se tra le sue collaborazioni poteva vantare fotografi come Avedon, Netwon, Weber e che ha avuto il privilegio di disegnare i costumi per la scala di Bejart. Oltre ad ampliare le sue linee di abbigliamento con Istante, Atelier, e Versus crea anche una linea di tessuti d’arredamento Signature e una di ceramiche di cui è collezionista. Era il più amato dalle modelle internazionali, indimenticabili le lacrime di Naomi Campbell quando nel ’97 scomparve.








