I primi tacchi furono usati non certo per ragioni estetiche: le macellaie dell’antico Egitto le usavano per non sporcarsi i piedi di sangue, i cavalieri della Mongolia utilizzavano stivali col tacco per tenere più saldamente le staffe mentre le matrone greche e romane furono le prime ad indossare i plateaux per sembrare più alte.
Nel ’500 e in particolare Venezia le dame utilizzavano tacchi alti fino a 50 centimetri per aumentare la statura e non venire a contatto con la spazzatura che ingombrava le strade ma lungo il tragitto dovevano essere sorrette dai paggi per mantenere l’equilibrio. Nel 1507 Monna Lisa li indossò per volere di Leonardo da Vinci che la voleva più slanciata mentre Caterina de’ Medici li scelse in occasione delle sue nozze con il duca di Orléans nel 1533. Ma il tacco divenne veramente di moda nella Francia di Luigi XIV, il “tacco Luigi” è nato grazie a lui a quel tempo, infatti, anche gli uomini indossavano tacchi, trucco e pizzi ma solo quelli delle classi agiate. Nel ‘500 in Italia le donne dei ceti più alti portavano zeppe altissime come le geishe giapponesi durante le loro danze o durante la cerimonia del tè. La regina d’Inghilterra Maria Tudor a metà del XVI secolo indossava tacchi alti per incutere rispetto. Il primo tacco a spillo è invece datato agli anni ’50 realizzato da Roger Vivier per Dior. Adesso sono il simbolo della femminilità per eccellenza.









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