Mariuccia Mandelli, in arte Krizia, si battezza alla moda con un nome rubato ai Dialoghi di Platone, non a caso è un’ intellettuale ed ex insegnante. Fondò nel ’54 la sua azienda con l’amica Flora Dolci e poi proseguirà con la collaborazione del marito e manager Aldo Pinto, figura indispensabile nella vita e nel successo del marchio, e dei suoi figli. Il primo grande successo lo deve alla collezione bianca e nera che la vide sfilare nel ’64 sull’ ambitissima passerella di Palazzo Pitti e che grazie alla quale si aggiudicò il Premio Critica, ottenuto prima di lei da Pucci.
Il successo della la sua prima collezione in maglia del ’67 le fece capire la sua particolare predisposizione nel trattare questo materiale e da quella data ha sempre continuato facendola diventare il suo leit motiv.
Negli anni ’70 da vita alla sua fabbrica nella periferia di Milano mentre il successo all’ estero si afferma sempre di più, soprattutto in Giappone e collabora con Walter Albini e Karl Lagerfeld. Usa sono forme primitive e semplici anche quando nell’ 82 i suoi tailleur hanno spalle tipiche di quegli anni e stupisce con gli imponenti plissé dell’84. Attraverso la ricerca di nuovi usi di materiali: plastica, pelle, le pailettes che ricreavano motivi futuristi sugli abiti dell’ 86 e sopratutto le sue inconfondibili stampe animalier. Gli animali feroci, poi, non sono solo protagonisti dei suoi cardigan ma sono anche le figure scaramantiche di cui è pieno in ogni angolo di casa sua.








